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Pacossare

glossario Chaos pacossare

[pako’ssare] verbo tecnico culinario. Corrisponde alla trasformazione di alimenti freschi, soprattutto surgelati, in una purea soffice e cremosa, senza bisogno di scongelamento (così l’AI di google, in un nanosecondo).

Pacossare è uno di quei verbi che derivano da un marchiònimo, cioè da un nome commerciale. In questo caso, si fa riferimento al Pacojet, apparecchiatura professionale e sistema di accessori per cuochi, ristoranti e cucine pro.

Dal verbo pacossare deriva il sostantivo pacossatura, riferito al processo vero e proprio. Il punto di partenza sono ingredienti freschi di mercato – erbe, pesce, carne, frutta e verdura – trattatti nella loro forma più pura e naturale.

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Picotendro

glossario foodcultural picotendro

Vitigno valdostano. Anzi, una delle tante espressioni territoriali del camaleontico Nebbiolo – aka Spanna nel Novarese e Vercellese, Chiavennasca in Valtellina, Prunent in Val d’Ossola e appunto Picotendro in Valle d’Aosta, con il nome attestato in loco già dal 1587.

Ma perché picotendro?

Probabilmente da picou-tener, piccolo e tenero, come gli acini, piccoli per resistere al freddo, molto concentrati.

Questo vitigno è conosciuto anche con altri nomi in diverse zone d’Italia: Nella parte pedemontana della valle d’Aosta, il picotendro è utilizzato al suo meglio soprattutto nei cru di Donnas, nella parte centrale della Vallée invece, viene coltivato per produrre il Clairetz.

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Papilla

Sostantivo femminile singolare. Anche in latino “papilla” è uguale e si connette a “papŭla”, cioè capezzolo. Toh. Tra tutte le formazioni anatomiche che meritano di chiamarsi papille, a noi interessano le papille gustative. Sono quelle micro-protuberanze della nostra lingua che ci permettono di ricevere i sapori: un organo del gusto, al servizio delle nostre esperienze.

Ricordiamoci che in greco “òrganon” vuole dire “strumento” – uno strumento che possediamo dalla nascita. Le nostre papille, viste al microscopio, hanno forme bellissime, quasi floreali. E sì, nel logo di oltrelordine c’è il profilo stilizzato di una papilla. Così tutto torna. Specchiati la lingua!

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Presàmico

Ecco un termine tecnico dal mondo caseario. Deriva da presame, cioè il caglio, che innesca la coagulazione del latte per trasformarlo in formaggio. Il caglio tradizionale è ricavato in maniera super-regolamentata dal quarto stomaco (abomaso) di ruminanti non svezzati, ed è ricco di tutti gli enzimi necessari alla digestione del latte. 

Formaggi presàmici sono tutti quei prodotti a pasta molle o dura che aggiungono il caglio al latte. La definizione vale per esteso anche sui formaggi a base di caglio microbico o vegetale. È la sapienza – a volte l’inventiva – del casaro-affinatore che definisce struttura, aroma, identità del formaggio.

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