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Infernòt

Se sei piemontese, non leggere. Tutti gli altri sì. L’infernòt è il recesso più profondo della cantina. 

Più tecnicamente: “L’infernot è una piccola camera sotterranea, scavata nella Pietra da Cantoni senza luce e aerazione, generalmente raggiungibile attraverso una cantina, e utilizzata per custodire il vino imbottigliato. Le sue caratteristiche di temperatura e umidità costanti consentono l’ottima conservazione delle bottiglie più preziose.

Esiste un Monferrato degli infernòt patrimonio Unesco.

L’infernòt è tipo un Sancta Sanctorum. O magari un Enfer bibliotecario, visto che anche qui ci sono scaffali e non di libri ma, a volte, di prodotti intoccabili: vini peccaminosi!

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IGA

Questa parola foodcultural fa coppia con “birra”. È un acronimo. Sta per Italian Grape Ale, equivalente a “birra italiana ad alta fermentazione con uva”. Siamo al confine tra birra e vino? La IGA è un’espressione della birra artigianale. La distingue la presenza, oltre al luppolo, del mosto d’uva sia cotto che fresco o del frutto al naturale.

Ora, se pensiamo all’infinità dei vitigni che possono, da soli o blendati, aggiungere personalità a una birra, diventa chiaro che la birra IGA non è solo un universo. È una fonte di ispirazione, sperimentazione, identità e affermazione per i microbirrifici del territorio.

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