Padellate di traduzioni
Tradurre per me non è cambiare lingua.
È trasformare.
Prendere un’idea, un ricordo, un viaggio e portarlo dentro una padella.
A volte significa tradurre la mia Sicilia nei piatti che preparo oggi.
Altre volte tradurre un ingrediente di stagione in qualcosa che racconti chi sono.
Cucinare è proprio questo:
tradurre emozioni in sapori,
tradurre territori in ricette,
tradurre memoria in presente.
Nella mia cucina dell’Orso ogni piatto è una piccola traduzione.
Mai perfetta, mai identica all’originale, ma sempre sincera.
La mia versione?
Tradurre quello che vivo in qualcosa che si possa mangiare.






