☰
✕

La versione povera

A caccia di Prodotti
tradurre Daniela Ferrando stampo finto pesce

“Vorrei ma non posso”

Molti piatti vorrebbero essere qualcosa di speciale. O semplicemente qualcosa.

Poi ci sono piatti che in mancanza di mezzi, usano il genio.

Sono piatti che traducono.

Sono la versione povera.

Come i finti pesciolini fritti, di zucca secca, con i loro nomi dialettali bellissimi, che più o meno traducono la verità: pesci di zucca.

O il finto pesce tonno-patate-maionese, sgraziato, sagomato o sformato.

O i piatti con l’ingrediente fujuto, cioè assente ma sostituito, perché se fosse vero costerebbe troppo (zuppe di pesce con i sassi di mare et similia).

O l’assoluto odoroso: il profumo che condisce (v. alla voce saracch).

Word count: 100