Saracch (pronuncia: saràk), dialettale lombardo per la salacca, il pesce azzurro conservato nel sale. Varianti locali di questa parola foodcultural sono saracca, seracca, saraca. Il saracch era spesso compagno della miseria. Messo sott’olio, se c’era olio, veniva poi appeso sopra il tavolo. I commensali toccavano il pesciolino gocciolante con un po’ di pane o di polenta. E litigavano per quel poco di sapore. Erano magri come tanti saracch. La ricetta è tutta qui. Nessuno vuole rievocare la miseria, però sarebbe un atto abbastanza oltrelordine tornare ad usare il saracch come portata “da condividere” al posto di tanti taglieri fighetti.
Saracch
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