Sì, ma accòrgitene
Il gesto, che tanto rappresenta la nostra italianità va, da quello per simulare una forchettata di spaghetti, a quello che ne qualifica la bontà, da quello di un attore sul palco a quello per indicare una direzione.
Un gesto può essere automatico, ma quello più bello è quello simbolico, solidale, spontaneo.
Del gesto la mano ne è l’esecutrice più completa per comunicare amore, scherno, stizza, arte oratoria, può essere rock o volgare, ma anche dolce e affettuoso.
Espressione del linguaggio dei segni è soprattutto una muta richiesta di aiuto da accogliere, senza fare il gesto di non essersene avveduti.



