Dalla memoria alla materia
Tradurre non è spiegare: è trasformare.
Uno chef traduce.
Traduce un’idea in un piatto, traduce un ricordo in sapore, traduce la propria storia in qualcosa che si può mangiare.
Ogni ingrediente è una parola, ogni tecnica è grammatica, ogni piatto è una frase che parla di identità.
Tradurre significa passare da un linguaggio all’altro: dalla memoria alla materia, dalla cultura all’esperienza.
E in questo passaggio, qualcosa cambia sempre.
La mia versione?
La tradizione è una lingua viva: lo chef la traduce ogni giorno, senza mai smettere di riscriverla.
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ph. Flavio Gallozzi, un fotografo italiano in Giappone.



