Ecco il dono
Il dono è l’ascolto. Ma non quello che annuisce distratto, mentre prepara la risposta. Parlo dell’ascolto attivo, quello che accoglie, decanta, comprende. È raro come uno zabaione ben fatto: servono pazienza, calore, attenzione costante.
Scrivere, criticare, cucinare: tutto inizia lì. In dicembre, l’ascolto si fa più nitido. Le parole hanno il suono dell’attesa, del camino acceso con braci crepitanti, del freddo che avvicina.
Come scrive Simone Weil: “L’attenzione è la forma più rara e pura di generosità.”
Ecco il dono: ascoltare davvero l’altro, prima di raccontarlo. Prima del giudizio. Prima della penna o della forchetta. Sentire, prima di parlare.



