Dove non vale il “parla come mangi”
Come dicono i bambini che giocano: “facciamo che tu eri”.
OK, facciamo che tu eri, anzi sei, un ristorante ambiziosetto e punti a una clientela internazionale.
Perciò, traduci o fai tradurre (quantomeno in inglese) il tuo menu.
A orecchio.
O con l’AI, che è un rischio.
Non c’è solo soutè-souté che mi fa rabbrividire quando leggo un menu.
Ci sono anche ingenuità tipo: Bavarian per Bavarese (meglio Bavaroise) o beef casing per vescica bovina o olive soil per “terra” di olive…
Piuttosto, lascia non tradotto l’intraducibile. Nomi come busiàte o bigoli, verbi perfetti come pucciare o spuzzuliare parlano da soli.



