
C’è davvero bisogno, per sembrare fine dining, di menu pieni di metafore poetiche, verbi sensoriali e definizioni ermetiche?
Ce la si fa a evitare paroloni per piatti intraducibili?
Le note a penna del traduttore di questo menu sono la salvezza.


C’è davvero bisogno, per sembrare fine dining, di menu pieni di metafore poetiche, verbi sensoriali e definizioni ermetiche?
Ce la si fa a evitare paroloni per piatti intraducibili?
Le note a penna del traduttore di questo menu sono la salvezza.