Come un amoroso poetastro
Uscì dal portone zaino in spalla, destinazione Zagora, Sahara.
Lui la annusò:
– che profumo è?
– acqua di rose, ti piace?
balbettò di sì, nonostante un conato gli stesse risalendo lungo l’esofago… non aveva dimenticato la sbronza adolescenziale di four roses, whiskaccio.
– Tutto bene?
– sì bambolina, il profumo mi ha ricordato “l’origine du monde”, di Gustave Courbet, una rosellina a grandezza naturale, praticamente la foto di una vulva.
Risero e poi la accarezzò sussurrando
– sono fortunato ad averti incontrata
– anche io, però muoviti altrimenti mi farai perdere il Malpensa Express, poetastro, se fai il bravo ti porto una rosa del deserto.





