Il minimale ci salverà?
La prima scarpina di un fantolino come il biberon delle bambole per allattare un cucciolo, ancora gli occhi – piccini – son chiusi, di ghiro. L’associazione di idee, semplici, immediate, minute, volge a ricordi, brevi voli, sorrisi e lampi piccoli come pianeti.
Come possono tante idee conservarsi in un minimo pezzetto di plastica, così pieno di immediate informazioni?
È quasi una catarsi dagli sconfinati, e villani, ego di una sfera che gonfia il petto, con la volontà di far ombra a chi non ne ha bisogno.
Il minimale è l’eterno momento, salvifica utopia possibile.
Come cento parole, non una di più.


