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Firme da mangiare?
L’uso di “firmare“ i propri prodotti si nota soprattutto nella pasticceria d’autore.
All’inizio è stato l’hotel Sacher, costretto quasi a mettere sulle sue torte un segno distintivo, per differenziare l’originale dalle innumerevoli imitazioni. Ogni porzione di Sacher venduta a Vienna ha il suo bel sigillo.
Ma non c’è un “inventore“ nella firma in cioccolato.
Ormai tutti i pasticceri hanno il proprio marchio in cioccolata, da apporre su monoporzioni, torte, maritozzi. A volte con il nome per esteso, come Iginio Massari. Nicolò Moschella dal nomecognome è passato a un monogramma stilizzato. E no, non è il solo.










