Pensieri in libertà sulle piccolezze a tavola
Benvenuto dello chef, amuse-bouche, pre-dessert: tanti modi per portare il piccolo in tavola.
Esercizi di stile, prima ancora che introduzioni gastronomiche. Applicazioni di food design, piuttosto che proposte food. Sottigliezze architettoniche, al posto di impiattamenti artistici. Dispiego di manualità, per quanto mediata dall’uso di pinze e pinzette. Divertissement per gourmet o fate Morgana per gourmand.
Il gesto prima del gusto.
Un’estetica del piccolo è bello in sostituzione della ricerca del buono. Tentazioni per il palato che rischiano di trasformarsi in delusioni nel prosieguo della cena. Miniaturizzazioni estreme che possono distogliere dai contenuti. Oppure contenuti come promesse annunciate e non mantenute.





