A partire dal nome
Il miele è biodiversità da mangiare, fotografia biodiversa e sensoriale di uno stesso luogo nel tempo (nel senso di anni, stagione e meteo).
Anche il nome del miele è una fotografia. Culturale.
Per esempio, il miele in lingua còrsa si chiama mele e DOP equivale a AOP.
Il miele dell’Agriate, area lussureggiante ma disabitata nel nord dell’isola, mi ha fatto tornare bambina all’istante – profondo, non stucchevole, caratterizzato da asfodelo e lavandula.
Quando leggi maquis sul vasetto, è praticamente il miele di macchia, misto. Un millefiori.
E sorpresa: esistono dei maquis d’automne – millefiori autunnali – forti come il miele sardo di corbezzolo.






