Ri-prodotta dopo quasi quattrocento anni
Occhio: del Tanara (cognome) e non del Tanaro (nome geografico).
Difficile che trovi questa Mortadella per farne/farti un dono, perché non è ufficialmente in commercio.
Trattasi di ricetta del 1644 dall’opera “L’economia del cittadino in villa” del nobile bolognese Vincenzo Tanara, ripresa dal salumificio imolese CLAI con l’Università di Bologna mantenendo dosi, spezie (cannella, chiodi di garofano, noce moscata, grani di ambretta) e procedimento.
Non sembra una mortadella: è rosso-salame e molto salata per i nostri gusti. Puoi mangiarla tagliata sottilissima su pane sciocco. O nella terrina dello Max Mascia chef del San Domenico di Imola**. O in questa brioscia.






