Ingredienti di un curriculum culinario ne abbiamo?
Le esperienze degli Chef solitamente iniziano da sotto il tavolo della cucina della nonna, poi sul piano del tavolo con la mamma. Un istituto alberghiero è necessario, ma non è per forza un must. A volte, genio e cultura possono fare testo.
Dopo i lavoretti estivi, fanno pedigree gli stage, in Italia o all’estero.
Tappe consigliate, la Francia, con Ducasse, Blanc, Colagreco, gente del genere. Magari un po’ di Spagna (Roca, Muñoz), e una tappa al nord, magari non più Noma, meglio Frantzén, Geranium.
In Italia? Ancora imprescindibile Gualtiero Marchesi, ma le nuove scuole dicono Cracco, Cannavacciuolo, Bartolini, Crippa, DaVittorio.






