L’ultima autocelebrazione della cucina italiana ha celebrato i soliti noti, finendo inosservata nel caos di premi e premiolini. Si poteva fare di meglio?
Sono stati da poco premiati a Palazzo Chigi i Maestri dell’arte della cucina italiana: Bottura, Brazzale, Di Martino, Cotarella, Fabbri, Massari, Pepe, Petrini. Ennesimo riconoscimento a dare lustro a personaggi già illustri di loro e a chi questo riconoscimento lo assegna.
Ma che bisogno c’è di dire questi sono i più bravi a persone che più brave lo sono già – vedi il chaos di campionati, classifiche, guide.
La proliferazione di titoli è un utile riconoscimento, o piuttosto un fastidioso e petulante strumento di marketing? Che ci sta, intendiamoci. Ma forse a livello governativo ci potremmo attendere qualcosa di diversamente efficace.



