“Ma perché, come mai, ma perché, in cucina non ci entro mai, eh?”
Mina, la voce. Enrico Riccardi, le parole. Gianni Ferrio, l’arrangiamento. Gianni Ronco, i disegni.
Sono bastati 3′.15 per demolire, già nel 1977, chi di cibo non capisce niente fingendo di intendere tutto e spara nomi di specialità. Quasi come accade in certi menu pretenziosi di adesso.
Solo l’ironia sublime di Mina poteva interpretare – e ha interpretato – il problema-tabù del cioccolato di assomigliare alla cacca. Eppure siamo fortunati: il nostro cervello 1 riconosce il cibo golosissimo anche quando richiama il prodotto del cervello 2.
Sono stata troppo criptica?



