Olluco

L’entusiasmo della scoperta
Su un tagliere di legno sono disposti dei tuberi di olluco.
In foto il Piatto di: Zia Restaurant (Roma) dove c’è stato l’evento e lo chef è Antonio Ziantoni, ma il piatto è in carta al Mayta di Lima, 47° nella 50 Best, chef Jaime Pesaque.

Dalle Ande, un tubero ancestrale amato dagli chef

Molto più di un semplice ingrediente, l’olluco, tubero coltivato da secoli nelle zone montuose delle Ande, è soprattutto un simbolo di identità culturale per le popolazioni indigene locali.

Apprezzato crudo per la sua croccantezza e cotto per la sua consistenza setosa, offre nuance che variano dai vivaci gialli agli ammalianti fucsia.

Dagli Inca alla cucina domestica peruviana, fino ad arrivare nei menù di prestigiosi ristoranti (ben quattro quelli del Perù che nel 2023 sono entrati nella World’s 50 Best Restaurants), l’olluco si trasforma in zuppe, vellutate e contorni croccanti.

Un tubero ancestrale, che, oggi, è ancora tutto da (ri)scoprire.

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